Questo post spiega come fare recesso da quei fornitori di linee ADSL Naked – come NGI.IT – che si sono assunti l’onere di fare ricadere sugli utenti finali, l’intero costo dell’aggiuntivo mensile di 10 Euro.
Questo costo aggiuntivo è frutto dell’iniqua delibera (34/06 e 249/07/CONS approvata in data 23 maggio 2007) dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha dato il nulla osta a Telecom Italia per applicare a tutti agli operatori (ISP) un canone aggiuntivo mensile per tutte le linee ADSL attive su cavo dati (ADSL “Naked”).
Siccome il Ministro delle Telecomunicazioni sul suo blog fino ad ora non ne parla – ho ragione di credere che il governo abbia dribblato la responsabilità di questo onere scaricandola sui provider.
NGI.IT come provider ha scelto di imporre l’aumento senza proporre alcun servizio aggiuntivo a me come utente finale.
Ed è un vero peccato !!!
NGI.IT avrebbe fatto una migliore figura accollandosi un costo anche simbolico dei 10 euro e dando gratuitamente un qualche servizio a pagamento (per esempio qualche dominio di primo livello e piano di Hosting).
Invece nulla e come conseguenza il provvedimento irresponsabile e vessatorio ricade su di me, utente finale. Questo è un errore di comunicazione che mi mette nelle condizioni di dover recedere.
Se qualcuno volesse recedere da NGI.IT ma anche da altri provider, ecco le istruzioni.
- Qualora le modfiche di un contratto determinassero un aumento, il provider deve informare il cliente e il cliente ha tempo trenta giorni dalla data di ricezione della comunicazione per recedere dal contratto tramite raccomandata A/R
- Il contratto viene risolto alla data dell’aumento e eventuali corrispettivi consegnati al provider devono essere restituiti.
Quella appena citata è una norma europea e gli utenti possono sempre farla valere anche nel caso gli ISP non l’avessero inserita nei contratti con l’utenza.
Che squallida storia di sciatteria e disinteresse per la comunicazione: mi dispiace abbandonare NGI.IT, ma penso che la loro politica di chiusura totale non sia stata premiante. Sarebbe bastato offrire dei servizi aggiuntivi in forma gratuita per rendere competitivo un contratto che con questo aumento non è più competitivo.
Che brutta figura fa questo governo nel vessare gli utenti di internet già vittima di 60 anni di monopolio SIP/Telecom Italia di un ulteriore aggravio: non meravigliamoci se il 50% della popolazione italiana non si avvicina ad internet.
Evidentemente per le istituzioni e per alcune società gli utenti sono semplici oggetti su cui speculare.





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