Sono contrario al DdL C. 1269. I blog difendono l’economia. Burocratizzarli e limitarli è antieconomico

by Enrico Giubertoni on 15 novembre 2008 · View Comments

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Mentre sottoscrivo una inizativa su Firmiamo.it contro il DdL C. 1269 da molti definito Ammazza Blog (per la sua assurda imposizione di registrare al R.O.C. i blog come se fossero testate giornalistiche e considerare imprese editoriali i blog che ospitano la pubblicità,  vedi Punto Informatico), il Presidente Eletto degli Stati Uniti d’America, trasmette un video alla sua Nazione e al Mondo PRIMA del suo insediamento.

Non è mai accaduto nella storia degli stati uniti. I Presidenti Eletti, sono stati intervistati prima dell’insediamento, ma non hanno mai potuto lanciare un messaggio.

Tutto questo ora è possibile …

Tutto questo accade poichè è nato un nuovo modello di comunicazione paradigmatico del XXI secolo: il Social Web.

Non entro nel merito del perchè proprio le forze politiche che si sono ispirate ai modelli di comunicazione di Barack Obama (Riccardo Franco Levi è in area PD e Prodiana), stiano tentando alacremente di far approvare un emendamento che – a mio avviso – burocratizza i blog, ne limita le libertà, e li fa entrare nelle logiche della pubblica amministrazione italiana con tutti i problemi, anche se me lo chiedo … e non riesco a trovare una risposta.

vai al gruppo su FaceBook Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera

Mi limito a condividere apertamente tutte le preoccupazioni sulle limitazioni alla diffusione dei blog e alla libertà di espressione che persone molto più preparate di me hanno posto.

Ma aggiungo a questo dibattito in difesa dei blog (e della democratica libertà di espressione) solo una considerazione che a mio avviso non è ancora emersa:

burocratizzare i blog danneggia anche l’economia. Burocratizzare i blog, limita il blog marketing. Burocratizzare i blog rende più complesso per le persone scrivere online. Burocratizzare i blog rende più complesso per le aziende, gestire il Marketing della relazione con i propri clienti.

La burocratizzazione dei blog limita il Marketing Sociale perché il Marketing Sociale vive proprio sulle libertà delle persone

Il blog di Amazon.com non è una testata giornalistica, è un semplice blog.

Il blog delle tante Roberta, Anna, Mademoiselle Coco, Sprint34, Giovanni, Enrico, Claudio che parlano di acconciature di capelli, gite sul Monte Rosa, Birre in Compagnia, non sono testate giornalistiche.

Eppure sono importanti, molto importanti.

Perchè sul Blog di Mademoiselle_coco, si parla di Moda, e la persona che lo gestisce diventa un Prosumer, ovvero una persona che consiglia e sconsiglia i prodotti. Fa girare l’economia.

Perchè sul blog di Claudio si parla di biciclette, e Roberto che lo legge e che è indeciso se comprare una Cannondale oppure una Cinelli, può essere influenzato da Claudio nella sua decisione d’acquisto.

Roberto fa quindi guadagnare allo stato grazie al blog di Claudio 200 Euro di iva (su una bicicletta che costa dai 1000 Euro in su).

Perchè tanti circuiti di Marketing consentono ai blogger di diventare degli accelleratori d’acquisti - come succede in Francia con MyBlogLog e altri sitie per questo i blogger che si iscrivono a questi servizi vengono legittimamente retribuiti: e non c’è nulla di male e nulla da temere.

Questo è Blog Marketing e anche grazie al Blog Marketing e ai blog che Bacack Obama - a differenza del Partito Democratico  – ha vinto le elezioni.

Burocratizzare i blog danneggia le PMI e le Micro Imprese.

Il nostro Paese è forse uno dei fanalini di coda rispetto all’uso di Corporate Blog come strumento di Marketing di Relazione da parte delle imprese. Eppure proprio autori come Robert Scooble e D. Byron e Steve Broback affermano quanto le PMI avrebbero da guadagnare in termini di visibilità dall’uso dei Corporate Blog. Perchè limitarli?

Ma perchè tutti questi errori da parte dei Governi nel tutelare i fenomeni emergenti nella storia dei media Italiani? Abbiamo così tanta paura della libertà d’espressione?

Questa legge ricorda un celebre errore che ha determinato la perdita della televisione via cavo in Italia. I parlamentari e i ministri Italiani infatti nel 1976 hanno promulgato il seguente emendamento: legge 103/75 (cfr Storia della Televisione via cavo in Italia).

ogni televisione via cavo poteva essere diffusa ad un solo comune o a più comuni contigui se questi non avevano una popolazione complessiva superiore a 150.000 abitanti; ogni rete per telecomunicazioni (necessaria per la diffusione del segnale televisivo agli utenti) realizzata poteva diffondere solo una singola televisione (cavo monocanale).

Un cavo per una televisione quando anche allora un cavo poteva portare il segnale di diverse decine o centinaia di emittenti.

Io credo che la legge Levi, stia al futuro dei blog come la legge sui cavi monocanale ha determinato la non diffusione del cavo in Italia.

francamente penso che sia importante riflettere su queste leggi che limitano il Marketing e la Comunicazione di impresa (oltre ai diritti di espressione dei cittadini) in un’epoca di recessione.
Difendiamo l’economia e non ostacoliamo il Marketing  che è l’anima del commercio.

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{ 2 comments }

postoditacco novembre 16, 2008 alle 08:20

Condivido sia le tue preoccupazioni che il tuo punto di vista.
Perchè questi errori da parte dei Governi?
In parte per una mentalità poco aperta ai cambiamenti, ma poi ci sono altre considerazioni.
Fanno paura le forme di discussione spontanee che bypassano i canali tradizionali di comunicazione, soprattutto quelle che transitano dai blog più autorevoli.
Fanno paura non solo al mondo politico ma anche ai media tradizionali, che ancora oggi non sono riusciti ad interpretare i media digitali come opportunità e non come pericoli, screditandoli anche davanti agli occhi dei comuni cittadini.
Ciao
Roberto
p.s. bel blog

buzzes novembre 19, 2008 alle 19:35

Non so dire perchè questi errori da parte dei Governi. Mi stupisce che i loro consulenti non dicano chiaramente: “questo è sbagliato, questo è un errore”.

Certo che il prossimo primo d'aprile, quando ci sarà il solito pesce d'aprile sulla tassa sull'email oppure sulle keywords digitate in Google, sarà difficile capire se è vero, verosimile oppure uno scherzo.

Ma quello che mi fa più pensare è cosa accadrà alla rete dei contenuti e alla rete dei posizionamenti Italiana del circuito Google AdWords se dovesse passare una simile legge. Secondo me ci potrebbero essere dei crolli causati da sfiducia e quindi dei danni economici per gli inserzionisti.

L'Onorevole Ricardo Levi si è posto questo problema? E Walter Veltroni così “sensibile” al Web 2.0 e “Obamante” nell'uso “democratico” della rete si è posto questo problema?

E tutti gli altri politici?

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