Cambiamento tecnologico nella politica italiana? Codice Internet: intervento di David Orban presso la Camera dei Deputati

by Enrico Giubertoni on 10 dicembre 2008 · View Comments

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Codice Internet ha organizzato un evento presso la Camera dei Deputati per discutere su come Internet può essere utilizzato come strumento nella politica.

Questo è l’intervento di David Orban che espone con tre esempi, della legislazione FOIA sulla trasparenza degli atti amministrativi, della diffusione dei documenti delle amministrazioni in relazione alla legge Urbani e dell’utilizzo di internet nelle famiglie come Internet deve essere uno strumento di buon governo.

Cosa ne penso?

Che il discorso di David Orban – coraggiosissimo ed impietoso – mette in evidenza come sia necessario puntare sulle nuove generazioni – i Digital Natives appunto – che sono meno permeati da questo livello di patologia culturale che grava da decenni nel nostro paese.

Ogni volta che si parla delle generazioni che si affacciano alla maggiore età sento uno stillicidio di giudizi e di critiche. Eppure sono loro a usare la rete, sono loro che ci salvano da quel dato terrificante dell’Eurostat in cui risulta che l’Italia è l’unico paese d’Europa in cui la penetrazione di internet dal 2007 al 2008 è diminuita.

Ed è per questi motivi che io ritengo che bisogna inorridire e attivarsi quando si percepiscono i dati sulla penetrazione di internet.

Io insegno come usare la rete [e sono soddisfatto di farlo perchè mi appassiono quando lo faccio]: insegno marketing e comunicazione nel web 2.0.

Spesso mi trovo di fronte a miei colleghi insegnanti che si lamentano (sic) della apatia dei giovani. A me non piace sentire questo giudizio che considero un pregiudizio poiché – essendo appunto  l’ennesimo pregiudizio – è privo di alcuna proposta: è un giudizio, non risolve nulla, giudica! punto e basta.

E’ ovvio che nella scuola i giovani si sentano apatici, così come nella ricerca del lavoro: se io potessi entrare nelle feste e nelle occasioni di divertimento (ammettendo che il lavoro in italia sia paragonabile ad una festa) non per partecipare ma solamente per lavorare come l’ultimo dei lavoranti e vedessi altri miei pari mangiare libagioni, probabilmente sarei anche io apatico e poco entusiasta … poichè sarei un escluso!

Voglio ricordare e spesso lo faccio che Larry Page e Sergey Brin erano ventenni quando hanno creato Google, così come erano studenti e ventenni David Filo e Jerry Yang, i fondatori di Yahoo!

Vorrei ricordare che uno dei 100 uomini che hanno cambiato il XX secolo e che in italia è uno sconosciuto, Tim Berners Lee, a 34 anni nel 1989 ha reso il World Wide Web come standard.

Con questo non me la prendo con la “gavetta” che tutti noi abbiamo fatto, ciò che invece condanno è l’assurdo assunto che da noi è diventato modus operandi che consiste nel:

  • Individuare errori
  • condannare errori
  • e pur condannandoli, evitare di risolverli dicendo: è sbagliato, ma si fa così. Lo so che è stupido, ma per un assurdo quanto illogico motivo dobbiamo continuare a farlo. Perchè tanto è così che le cose vanno qui da noi

Il termine qui da noi forse aveva senso prima della rimozione delle frontiere in Europa e dell’avvento dell’Euro. Ma ora il Noi è esteso all’Europa e non può più valere questo senso di chiusura.

Per me essere operosi significa realizzare i propri sogni, i propri progetti. Questo è il mio modo di insegnare a operare su internet, a fare impresa su internet. E mi piace farlo! E trovo molte persone (considerate) apatici che, quando vedono una via di coinvolgimento pensano.

Possiamo fare, possiamo divertirci, possiamo creare

Questa è la mia opinione.
Fonte:

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Il post Cambiamento tecnologico nella politica italiana? Codice Internet: intervento di David Orban presso la Camera dei Deputati è stato scritto da Enrico Giubertoni ed è sotto licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia. Per ottenere altri permessi al di fuori di questa licenza contattami.

  • http://www.davidorban.com davidorban

    Grazie della tua attenzione e dell'analisi. Una curiosità: perché secondo te ci vuole coraggio per dire queste cose? Mi sfugge.

  • http://www.businesseconoscenza.blogspot.com Andrea Bichiri

    Condivido tutto. In Italia abbiamo una ricchezza, i giovani, che spesso viene sottovalutata o messa da parte da chi siede su una poltrona e quindi pensa di poter fare il bello e il cattivo tempo. Spesso però è indifferente o molto sordo a temi come Internet o i blog, tanto da proporre leggi liberticide e altamente osteggiate da quelli che la rete la fanno e la vivono in prima persona. Un plauso ad Orban per aver portato dentro il palazzo il pensiero del popolo del web. Spero che il suo discorso sia servito a far capire la ricchezza che questo strumento può portare nelle nostre vite, aprendo nuove possibilità di business, collaborazione e condivisione.

  • http://www.buzzes.eu buzzes

    Il tuo intervento è coraggioso perchè come Davide hai sfidato il Gigante Golia.

    Se in una nazione ci sono persone (è BiPartisan l'affermazione) che si vantano di non usare internet e di preferire la penna, come se ci fosse una dicotomia e l'uso della penna fosse in concorrenza con l'uso di un blog (sic)! …

    Se in una nazione si sente bipartisan la necessità di regolamentare i blog, e si percepiscono i “rimborsi spese” (parliamoci chiaro le pubblicità di Google AdSense sui blog attualmente raramente arrivano a sostituire stipendi) come voce passibile di (sic) “evasione fiscale” …

    Se la visione della rete nei mass media è permeata da giudizi negativi e recentemente da spot sui rischi generici nel postare le proprie immagini nei social network senza mai entrare nel merito del problema … come se fosse efficace comunicare che “stare nei balconi delle case è pericolosissimo [omettendo che tale pericolo si verifica quando sono in costruzione e mancano le balaustre].”

    E' chiaro che vi è in corso un processo culturale che esprime una patologia sociale nella percezeione e nel rapporto della nazione con i mutamenti della società contemporanea.

    Gli stati nazionali vivono sulle tasse e sulle imposte, sopratutto la V.A.T. T.V.A. I.V.A.: ora questi provvedimenti su internet portano ad un minore consumo (non solo accesso di rete! ma anche di advertising e utilizzo) e ad un minore introito. Quindi questa mentalità porta ad un danno economico.

    E' quindi un Non Senso economico!

    Il tuo discorso è coraggioso poichè entri nel luogo in cui questa patologia nazionale (perchè è purtroppo sociale e quindi permea diversi settori della popolazione) e la sveli con esempi concreti.

    E' coraggioso appunto poichè non si percepisce (almeno nel tuo speech non emerge) che queste decisioni siano determinate da una lobby (o gruppo di lobbies) che vanta notevoli interessi contrastanti. Non si tratta di un conflitto o di una guerra economica.

    Questo atteggiamento rigido contro il medium emergente (internet appunto) è creato su basi ideologiche e irrazionali che si autoalimentano: e l'unico dato che scaturisce è un atteggiamento inquisitorio (attento tu che usi internet) che ha come risultato un perdita economica da parte delle entrate iva del settore High Tech.

    Il tuo intervento svela questo, quando affermi che l'unico modo di uscire da questa mentalità è un cambiamento generazionale.

    Enrico

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