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Questo blog ha deciso di aderire allo sciopero contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di rendere più difficile la comunicazione in Rete e condivide in pieno le motivazioni che hanno portato il Blog ufficiale di Google Italia a scrivere un post in merito, dal titolo: Un Silenzio Rumoroso.
Oltre alle motivazioni pubblicate su molti blog che aderiscono a questo sciopero, vorrei aggiungerne alcune personali sui limiti che il DDL Alfano porrebbe alle forme di Marketing del Web 2.0 e dei social Network.
Questo provvedimento rischia di porre un freno alla crescita economica italiana poiché limiterà la diffusione del Marketing dell’Ascolto e della Conversazione, rendendo de facto complesso l’esercizio del diritto di critica e di espressione delle opinioni personali su prodotti e servizi, che avviene nei dibattiti su brand e prodotti in tutti i blog e social network delle economie avanzate.
Comparatori di prezzi basati sulle recensioni come Ciao.it, il marketing applicato alla blogosfera, e tutte le forme di marketing che hanno come fulcro blog, social network e communities vedrebbero a mio parere ridotte le possibilità da parte degli utenti di poter esprimere in modo sereno il loro legittimo parere sotto la minaccia implicita di diritti di rettifica e di pene pecuniarie.
Tutto questo costituisce a mio avviso una mancata occasione di sviluppo ed ha un costo che si può dedurre analizzando il gap in termini di Digital Divide che separa l’Italia dall’Europa.
Nel nostro Paese vi sono stati diversi casi esemplari di tecnologie danneggiate da interventi legislativi o mancanza di piani di sviluppo (cfr . Televisione via cavo in Italia, Videotel, scelta dello standard per la televisione a colori per averne degli esempi) e – a differenza dei nostri partner europei – è in ritardo nel creare programmi di sviluppo simili al Programme Media ben radicato in nazioni come la Francia.
Il risultato di questa mancanza di attenzione e di un sentimento di paura e diffidenza che si esprime anche in iniziative legislative ostili alla rete internet, è una crescita più lenta della nostra nazione rispetto ai nostri Partner Europei che si evince anche da questi dati:
5 miliardi di Euro di fatturato annuo dell’E-commerce Italiano nel 2008, contro i 19 miliardi di Francia, i 33 miliardi di Germania e i 55 miliardi di euro di United Kingdom. (Cfr. Consorzio Netcomm per lo sviluppo del commercio elettronico: aggiornamento Osservatorio BtoC 2008 – School of Management Politecnico di Milano)
Ecco le ragioni che spingono questo blog a dissentire.
In un momento così serio per l’economia globale, in un momento in cui ogni forma di marketing e di vendita andrebbe incentivata, si decide antistoricamente di temere e contrastare la rete, causando l’instaurazione di un ulteriore Gap culturale al World Wide Web, il media di comunicazione cardine del XXI secolo.
Questo provvedimento ha un costo ed ha un prezzo in fatica che dovremo sommare alla già faticosa uscita dalla crisi del 2008: mi riferisco a quei 5 miliardi di euro contro i guadagni di oltre il doppio delle nazioni che non temono internet.
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