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Mi fa un po’ effetto pensare che mio figlio Davide che è nato nel XXI secolo ed ha quattro anni, probabilmente farà fatica a capire fra dieci anni che cosa era Kodak e come scattava fotografie quel matusa di suo padre. Perché da oggi Kodak – come è capitato nel 2007 con le cassette – inizia il suo lento declinare al fallimento che la porterà a sparire.
Forse incontrerà il nome Kodak nei libri di storia in qualche capitoletto dedicate alle “cose del secolo scorso”. Forse non riuscirà mai a capire cosa significasse per i vecchi di allora (noi appunto) scattare una fotografia.
Probabilmente dovrà imparare a memoria come una filastrocca il procedimento che noi nati negli anni ’70 compievamo quando eravamo dei paninari - ovvero dei perfetti deficienti (NDR: io non ero un paninaro) – per fotografare (metti il rullino, attacca la pellicola, scatta, riavvolgi la pellicola, togli il rullino, lo porti dal fotografo, ritiri le fotografie, butti via quelle non più utili) e magari dovrà impararlo per una interrogazione.
Probabilmente i termini Diapositiva, Filmina, Diaproiettore, sviluppo, stampa, acidi, camera oscura, Super8, 8 millimetri, proiettore, pizze, rullini saranno per lui dei procedimenti arcani.
Kodak oggi inizia il suo fallimento e con esso va in pensione una parte importante del linguaggio pseudotecnico del XX secolo: ora le fotografie non si “scattano più”, il rullino è un termine desueto così come lo sviluppo.
I buddisti dicono che l’unica cosa immutabile è il mutamento stesso.
E allora accettiamo che Kodak, come un transatlantico riposi in fondo al mare dei nostri ricordi.
Kodak è un marchio storico nel senso che ha rappresentato più di un secolo di storia. Ma – come le macchine a vapore – ha lasciato il passo ad un’altra era, quella del digitale.
Non avrei mai pensato nel 1993, quando ho iniziato come studente ad occuparmi di internet e ho visto la mia prima pagina web che tutto questo sarebbe potuto accadere. Nemmeno quando nel 1997 ci hanno fatto vedere una fotocamera da ben 1 megapixel che costava allora due milioni di lire (circa quattromila euro di oggi).
Grazie Kodak e grazie Ciripiripì, personaggio emblematico di una campagna pubblicitaria che anch’essa ha fatto storia.
Grazie Kodak, con tanta nostalgia. Ecco qualche foto dei tuoi prodotti migliori che presto spariranno dal mercato.,Google+ Comments
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certo che lo spot ciri-ciribi Kodak non ci ha azzeccato (come dice Di Pietro) per niente, nel futuro deve vanno la astronavi, non solo non si stampa più per vedere le foto, ma nemmeno c'è Kodak è proprio vero che non tutte le previsioni si avverano!